lunedì 27 settembre 2010

REPORT SULL'INDIA E SUI PROSSIMI GIOCHI OLIMPICI DEL COMMONWEALT.


FRANCESCOPAOLO GIORDANO, New Delhi, sept 22.

La mia delusione indiana raggiunge l'apice con il ponte crollato ieri, non un ponte qualunque ma il ponte che avrebbe dovuto portare gli spettatori al mega stadio costruito a Delhi per i famigerati Commonwealth Games. A soli 12 giorni dai giochi e fortunatamente prima che ci salissero sopra persone, crolla il passaggio principale che porta allo stadio, si studiano soluzioni alternative ma ormai i primi atleti atleti sono già qui.
Questo si somma non solo ai soliti numerosi piccoli black out, che ti ricordano che sei qui anche quando sei in un hotel occidentale o in un moderno centro commerciale, alle ore di traffico per fare 5 Chilometri, ai bambini scalzi ai semafori, ma soprattutto ai colpi di pistola contro un autobus di turisti di tre giorni fa e all’ispezione del comitato Olimpico del Commonwealth che bolla il villaggio degli atleti come non igienico e invaso dai cani randagi.
Last but not least la ristrutturazione di Connaught Place su cui sono riposte tante speranze (commerciali e di recupero di “heritage places”) è “completata” ma non per gli standard occidentali o almeno per quello che normalmente si richiede alla definizione di “completata”. Ci sono ancora un sacco di pezzi non finiti, materiali di risulta dappertutto, per non parlare delle finiture che sono state assolutamente trascurate. Molti dei nuovi marmi che sono stati montati da poco sono già rotti, così come sono crepati un sacco di vetri del nuovissimo e costosissimo Terminal Internazionale dell’aeroporto, ma non da atti di vandalismo, sono rotti perché la loro qualità è scadente e probabilmente sono stati montati in modo approssimativo da mano d’opera non specializzata che ha permesso a qualcuno di arricchirsi più del previsto con i fondi stanziati.
La delusione è anche che nessuno si sconvolge di queste cose, lo stesso Ranjit uomo di sano e militare patriottismo Indiano dice che non si sorprenderebbe se i giochi venissero cancellati. E lo dice così a una manciata di giorni dall’evento, nel traffico di Noida tra una mucca e una miriade di clacson che suonano senza motivo.
Questi Commonwealth games, ai quali Delhi si sta preparando da ben 7 anni, sono stati il simbolo dell’India che cresce, che migliora che progredisce e che avrebbero contribuito a fare di questa città una città internazionale. Oggi, almeno oggi, mi sembrano solo il simbolo dell’India che “overpromises” e, puntualmente “underdelivers”.
Forse avevo riposto troppe speranze, forse volevo fortissimamente che questà città potesse iniziare ad assomigliare alle nostre, forse sognavo che il “progresso” avrebbe potuto, prima o poi, togliere questi bambini dai semafori e mandarli a scuola.
Oggi mi sento così, ma fuori piove per il quinto giorno consecutivo e forse questo influisce sul mio umore e sul mio “judgement”.O Forse l’India va solo presa così, per quello che è, una cultura diversa che non deve per forza assomigliare alla nostra.

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