Visualizzazione post con etichetta POLITICA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta POLITICA. Mostra tutti i post

mercoledì 3 agosto 2016

BREXIT ESTIVO ?


Sono ritornato dopo tanti anni di assenza al Giffoni Film Festival.
Ci sono ricomparso come accompagnatore della mia prima nipotina Sophia: italoamericana in carriera di giurato accreditato al 46° Festival, già alla sua giovanissima età.
E’ sempre una grande gioia ritrovarsi a vivere una giornata   dal profumo internazionale di gioventù nel piccolo centro dei Picentini, dove è nata e cresciuta una experience di prim’ordine per la crescita e l’educazione cinematografica (e non solo) dei ragazzi europei. Secondo il Direttore Claudio Gubitosi, 25 milioni di persone hanno seguito on line ed impattato con 4 milioni di contatti il Festival di Giffoni sul web, dove quest’anno è maturata la vittoria di Braccialetti Rossi.
Come nonno di Sophia, mi sono ritrovato direttamente coinvolto nell’entusiasmo vociante ed accogliente dei quattromila giovani e giovanissimi che compongono la platea della giuria del Festival una esperienza unica.  E così ho vissuto da vicino l’interesse ed anche il valore di questa partecipazione ad un evento sicuramente unico, mitico, cresciuto sull’impegno di persone rare e straordinariamente appassionate. 
L’impegno di tante ragazze e ragazzi rappresenta non solo per Giffoni ma anche per l’Italia e l’Europa,  un bel segno di speranza della nostra gioventù. Ma questa estate 2016 che stiamo conoscendo, è segnata piuttosto dalla paura e dalla ossessione delle divisioni e della ostentazione delle violenze.
La mancanza di serenità e di pace lascia interdetti e la scomparsa di punti di riferimento che hanno caratterizzato la vita e la storia del Novecento appaiono quasi un tentativo di voler cancellare un passato ricco di conquiste, realizzate dai Padri fondatori per allargare partecipazione, democrazia, progresso e pace in Europa.
L’Europa senza frontiere, approdo di tanti migranti che scappano dai loro paesi distrutti dalle barbarie e dalle guerre, la libertà di scambio e di circolazione delle persone e delle merci sono state le scelte fondamentali insieme alla moneta unica, come l’euro, che hanno fatto crescere nei nostri paesi, le nuove generazioni lontane sempre più dalle guerre e dalle divisioni della storia.
Si è rafforzata in tante comunità, l’idea della costruzione degli stati uniti dell’Europa per realizzare uno spazio in cui tutti potessero trovare riparo e costruire nuovi progressi per l’umanità.
L’uscita della Gran Bretagna, la perfida Albione, dall’Unione Europea a seguito di un referendum, dopo che i rappresentanti inglesi hanno condizionato, a partire dalla lingua,    tutti i momenti di questa crescita, avendo concorso fortemente alla liberazione dell’Europa dal nazismo, lascia un amaro nelle bocche di tutti i sinceri democratici. Ma non farà abbandonare la strada della costruzione europea della quale il mondo ha un grande bisogno.
E ora, dove approderà la brexit?
Potrebbe rimanere solo un sogno di mezza estate? Purtroppo sappiamo che non sarà così e dovremo saper costruire un modello diverso e capace di affrontare e vincere le nuove sfide di terrore.
GERARDO GIORDANO

giovedì 30 giugno 2016

VERSO NUOVI DESTINI ...

Siamo tutti preoccupati dalla mancata partecipazione dei cittadini ai momenti del voto. Ci sembra che le assenze riducano il valore delle verifiche elettorali e della democrazia.
Anche le recenti elezioni amministrative e persino i numerosi ballottaggi, hanno fatto registrare un calo elevato di elettori ai seggi.
Come dobbiamo considerare questo fenomeno alla luce dei tanti avvenimenti che circondano la vita pubblica nazionale in questo momento?
Solo un disinteresse verso la politica o la difficoltà a vivere con impegno i vari momenti della partecipazione istituzionale?
A voler considerare l’ampiezza dei vari movimenti di volontariato che sono cresciuti nel nostri Paese, in questi ultimi anni, in tanti settori, è difficile pensare al nostro come un popolo che si nasconda dietro la complessità dei problemi per ridurre la propria partecipazione alla vita comune. Non sembra apparire un calo di democrazia!
Dunque l’astensione elettorale, o le assenze in alcuni momenti della vita pubblica, indicano che ci sono ben altri problemi dietro i comportamenti,   forse di rivalsa,   di tanti  nostri concittadini, che non si possono liquidare con facilità: il mancato coinvolgimento nei processi decisionali, l’estensione accentuata del familismo, il distacco dalle istituzioni, il rallentamento delle carriere, gli esodi accelerati dal lavoro come rimedio all’invecchiamento e alla disoccupazione giovanile, la corruzione e la criminalità violenta delle cosche .
Una sorta di corposo malessere insomma che fa da fronda ai vari movimenti che si sono sviluppati contro la politica dei partiti tradizionali per i quali forse non sono stati sufficienti le trasformazioni che sono intervenute negli ultimi anni.
Abituati a partecipazioni sociali ed elettorali molto elevate ed intense, ci lasciamo sorprendere dalle intemperie che le difficoltà della crisi economica internazionale ha determinato nei nostri paesi europei.
Se i risultati di queste ultime elezioni amministrative non hanno il compito di cambiare gli assetti nazionali, come è ovvio, va da se che occorra ricercare momenti di riflessione che aiutino a capire come superare le angosce di questo momento.
Ma io penso che non solo di astensionismo dobbiamo parlare.  Nel mondo occidentale si è determinato un distacco sempre più forte tra i problemi quotidiani delle persone comuni e le difficoltà   che incontra chi ha la responsabilità   di   governarci, soggetto a scelte sempre più difficili e complesse, non sempre accettabili o comprensibili da tutti.
Le scelte irragionevoli che alcuni compiono pensando così di aggirare le difficoltà   che oggi ci affliggono, non sono la soluzione che crea tranquillità più intensa e maggiori certezze per il futuro.
Per superare le inquietudini, abbiamo bisogno di una partecipazione molto più intensa e forte per individuare le soluzioni che occorrono per restituire tranquillità alle famiglie e quiete sociale per costruire nuovi destini per le prossime generazioni.

GERARDO GIORDANO  

E' uscito il numero 98 di CAOS-informa.
Per la lettura completa ecco il link:    http://ita.calameo.com/read/000013426e24ab596aa35

venerdì 15 aprile 2016

PARLIAMO ANCORA DI DONNE.

Perché ha senso riparlarne ancora. Non basta fermarsi all’ 8 marzo?

Trattenersi a riflettere sull’argomento significa cercare di reinterpretare meglio il senso delle cose che stiamo vivendo in questo nostro tempo senza rendercene troppo conto.
Un’ abominevole quotidianità, fatta di cronache buie e raccapriccianti, incredibili e inverosimili da sopportare, ci riparla delle donne, della difficoltà di essere donna oggi!
Forse i tanti fatti quotidiani vogliono richiamarci solo sulla difficoltà della condizione femminile di questo tempo: una condizione civile, sociale, o forse semplicemente umana, che ci costringe a rispondere a questa domanda e chiederci ancora come si può riuscire ad essere donna oggi.
O meglio si può essere ancora donna oggi? Nel mare delle difficoltà e delle cattiverie che accadono sotto i nostri occhi anche nei posti più impensabili.
I bilanci della Storia che vengono svolti periodicamente nel nostro Paese, ci invitano a riflettere su quanto cammino sia stato fatto per dare emancipazione e parità istituzionale alle donne.
In realtà verifichiamo ogni giorno, come la condizione della donna in tanta parte del mondo ed anche in alcuni paese dell’Europa, sia messa in discussione continuamente da atteggiamenti, comportamenti e stili di vita che ne compromettono tutte o molte di quelle forme di miglioramento o di emancipazione sociale che riteniamo siano state raggiunte ed assestate in questa nostra epoca.
La disparità tra i vari paesi, la dice lunga sulle tante difficoltà e disuguaglianze che ancora permangono in tanti parti del mondo, invece di rendere meno pesanti le condizioni di vita ed almeno accettabili alcuni elementi delle tante disparità, a cominciare dal ruolo di mamma e supportare l’infanzia dopo una buona nascita senza abbandoni.
Ma se pensiamo alla grandezza del fenomeno dei migranti in tante parti del globo, la situazione appare così grave e tragica che è veramente difficile immaginare una cambiamento dello stato di cose nell’immediato, mentre traspaiono solo le sofferenze di tante persone che sembrano non riuscire a trovare uno sbocco ai loro difficili problemi. Per non parlare del tema della povertà e dell’infanzia abbandonata e del lavoro minorile, tanto per citarne alcuni, le cui sofferenze ricadono in gran parte sulla condizione femminile del nostro tempo.
Naturalmente non vanno trascurate tutte quelle questioni, che la cronaca ci sottopone continuamente come elementi delle perversioni raggiunte nell’ambito di una confusa armonia emancipativa, e che riporta indietro il rinnovato rapporto uomo-donna anche nei paesi più emancipati, Italia compresa. 
Penso che riuscire a mantenere un livello di attenzione costante su questo tema possa essere molto utile per evitare un isolamento o l’abbandono sui temi dell’emancipazione e della violenza sulle donne e per meglio conoscerne le continua evoluzione.


GERARDO GIORDANO

è uscito il numero 96 di "CAOS-informa" la rivista del Centro La Tenda. Ecco il link: clikka sopra
http://www.caosinforma.it/numero.php?id=126

venerdì 11 marzo 2016

ROSY BINDI A SALERNO AL CONVEGNO SULLA LEGALITA'.

La buona riuscita del convegno sulla legalità ha trovato il suo primo punto di forza nella concreta ospitalità della Suore del Sacro Cuore al Torrione che ogni anno, nel loro istituto organizzano un incontro su questo importante tema.
Quest'anno poi, ospite di eccezione Rosy Bindi, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, invitata a concludere i lavori del convegno"lecito è bello". La circostanza le ha consentito di ritornare a Salerno dopo una fase di difficili rapporti con le autorità locali.
"Lecito è bello"il titolo dell'incontro promosso dall'Istituto Sacro Cuore, ha naturalmente trovato un'ampia eco ed un partenariato aperto: dal Meic-Movimento ecclesiale di impegno culturale, all'Associazione Ultimi contro le mafie e per la legalità, e, la Rete diocesana Nuovi stili di vita.
Moderatore del convegno il giornalista Andrea Manzi che ha introdotto il tema soffermandosi sull'importanza della legalità, dopo il saluto del Procuratore della Repubblica Lembo e del Direttore dell'Ufficio diocesano sui problemi sociale del lavoro don Aniello Del Regno.
Hanno portato il loro contributo al Convegno poi, Pasquale Andria, Presidente del Tribunale per i minorenni di Salerno, don Aniello Manganiello, fondatore dell'associazione napoletana Ultimi e, Antonio Memoli coordinatore della Rete interdiocesana tirrenica Nuovi stili di vita.
"La mafia è un grande potere che si serve di tutti i poteri, e prova a servirsi anche dell'informazione: ha paura di una informazione libera con la schiena diritta" ha ribadito Rosy Bindi.
"Perciò il principio di legalità deve rimanere a presidio della politica e nessuno può pensare che si possa violare una legge, nemmeno per un fine più nobile e per fare più in fretta una cosa, come fanno certi amministratori, anche qui in Campania".
Per questo, l'obiettivo di promuovere un dibattito sull'attuale crisi della legalità e sul disorientamento che produce sui giovani, è stata una scelta importante per evitare che la mancanza di validi punti di riferimento, sia etici che istituzionali e politici, renda ancora più preoccupante la situazione, specie nel Mezzogiorno. 
Prima di concludere il suo intervento, la Presidente Bindi ha annunciato che sarà di nuovo a Salerno nelle prossime settimane per un vertice con la Direzione distrettuale Antimafia.

venerdì 20 febbraio 2015

SERGIO MATTARELLA NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

La elezione del nuovo Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella rappresenta un momento di novità nella politica nazionale e nella vita istituzionale del nostro Paese.
E’ stato estremamente positivo avere il nuovo Presidente eletto dopo poche sedute delle Camere riunite in seduta comune: un risultato senza alcun dubbio innovativo non solo per il carisma di cui gode nel nostro Paese Sergio Mattarella, ma anche per il significato stesso della sua votazione.
Importante ancora è che questo risultato si viene a collocare in una condizione di ripresa positiva nella quale il nostro Paese sembra essersi avviato: i segnali statistici danno da qualche tempo valori piuttosto positivi in economia, nelle attività produttive e rispetto alla crisi dei vari bacini dell’occupazione: indicatori lenti, ma concreti, ai quali non eravamo più abituati da parecchio tempo.
Il nuovo settennato del Presidente Sergio Mattarella può accompagnare quella ripresa generale di cui l’Italia ha bisogno e che noi tutti stiamo rincorrendo da tempo.
Ovviamente non sfugge a nessuno di noi quanto pesino i guasti della gestione del nostro Paese degli ultimi venti anni.
La lista dei bisogni si è andata ingrossando con il passare del tempo e quella delle emergenze è diventata ogni giorno più lunga.
Tracce esemplari di quanto sia difficile la situazione sono naturalmente emerse nello stesso discorso di insediamento del Presidente Mattarella nel giorno del suo giuramento, quando ha richiamato “l'impegno di tutti che deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze” e richiamando la lunga crisi che ha attraversato il nostro Paese, ha rilevato che essa:  “ha aumentato le ingiustizie, ha generato nuove povertà, ha prodotto emarginazione e solitudine, con angosce che si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi”. Ed inoltre: “Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l'esclusione,   le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali”.
Per il Presidente della Repubblica Mattarella “sono questi i punti dell'agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo”.
La messa a fuoco di tanti e vari complessi problemi da parte del massimo vertice delle istituzioni del nostro Paese, nella sua prima uscita pubblica, è per noi motivo di spiccata sensibilità verso i temi sociali e denota anche la vicinanza con i temi ed i problemi che una associazione come La Tenda segnala da molti anni per una realtà particolarmente delicata del nostro Mezzogiorno nel quale raccoglie i segni più imbarazzanti dei bisogni emergenti e delle emarginazioni più forti che producono nuovi disagi e nuove povertà.     
L’Augurio di buon lavoro al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è anche l’augurio per il nostro paese, l’Italia, perché sappia ritrovare i nuovi orizzonti di speranza e la giusta via della ripresa e dello sviluppo.
 
GERARDO GIORDANO
 
LEGGI IL NUOMERO 82 DI CAOS-informa LA RIVISTA ON LINE DEL CENTRO LA TENDA.
 
Trovi il link in fondo a destra .

venerdì 21 febbraio 2014

LA SCUOLA MEDICA SALERNITANA E SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA TRA FEDE, LETTERATURA E SCIENZA.

il tavolo dei relatori
La vicenda umana e cristiana di Santa Caterina d'Alessandria tra fede, letteratura e scienza ed il suo rapporto con la Scuola Medica Salernitana 
è stata al centro di un particolare confronto che si è svolto giovedì 20 febbraio 
nella sala dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno. 
La riflessione organizzata dal Parco Storico Sichelgaita 
insieme con l'Inner Wheel club di Paestum "Città delle Rose" e 
l'Università Popolare Nuova Scuola Medica Salernitana 
ha visto una intensa partecipazione di pubblico. 
Introdotta dal prof Carlo Montinaro Preside dell'Università Popolare 
della Scuola Medica Salernitana, la riflessione ha visto relatori 
il dott. Giuseppe Lauriello - che ha ripercorso con le sue slides il contesto storico e le vicissitudini particolari di Santa Caterina Alessandrina 
e la sua influenza nell'arte e nella scienza - 
e la brillante prof.ssa Lorenza Rocco che ha ridisegnato i tratti umani 
e le caratteristiche  spirituali della Santa, patrona della gioventù e delle fanciulle 
e che con la sua bellezza, bontà e sapienza 
è poi diventata Patrona della Scuola Medica Salernitana.
La foto ricordo dei protagonisti dell'incontro a fine serata
la prof.Clotilde Baccari Cioffi
L'incontro era stato aperto da un indirizzo di saluto del dott. Mario  Colucci a nome della Presidenza dell'Ordine dei Medici di Salerno, della prof.ssa Clotilde Baccari Cioffi Responsabile del Parco storico Sichelgaita e organizzatrice dell'incontro, della prof.ssa Antonietta Rocco Addesso Presidente dell'Inner Wheel di Paestum e dal dott. Pio Vicinanza Presidente dell'Università Popolare della Scuola Medica Salernitana.  
un aspetto della sala durante i lavori

lunedì 9 dicembre 2013

UN VOTO PER IL PROGRESSO DELL'ITALIA.

Questo blog nacque con l'impegno verso il Partito Democratico alle elezioni del suo primo gruppo dirigente nell'autunno del 2007 quando l'on. Alfonso Andria chiese di dare una mano a Campania democratica per Veltroni segretario
Da allora ne abbiamo fatto di cammino, anche se non sono mancati i motivi per cambiare strada ed abbandonare ogni impegno partecipativo verso il Partito Democratico. 
Ma nonostante tutti gli sforzi che sono stati fatti per farci cambiare strada, siamo rimasti impegnati e sempre in attesa di un cambiamento vero. 
Abbiamo votato per Franceschini segretario, sotto una tenda in una piazza di Bruxelles, 
per non far mancare il nostro voto, anche lontani, per migliorare il nostro Paese.
Così abbiamo fatto ieri per Matteo Renzi
in continuità con quello che abbiamo sempre fatto.
Eccoci, ieri dopo aver votato, mentre usciamo dal seggio del Centro Sociale di Salerno
e, mentre una ricercatrice del Dipartimento di Scienze sociali e della comunicazione 
dell'Università di Salerno,raccoglie la nostra opinione. 
Siamo molto contenti della vittoria di Matteo Renzi, a cui anche noi, nel nostro piccolo abbiamo contribuito, sperando che L'Italia ritrovi la fiducia di cui ha bisogno.
TANTI AUGURI SEGRETARIO RENZI 
E BUON LAVORO !!!

giovedì 30 maggio 2013

LA SCOMPARSA IMPROVVISA DI PASQUALE LOSA.

 
Ho appreso con ritardo la improvvisa scomparsa di Pasquale Losa
Un dispiacere immenso per quanti hanno conosciuto Pasquale. 
Da animatore ed educatore dell'Enaoli a sindacalista della Cisl fino a diventare 
Segretario Generale della Unione sindacale di Napoli. 
Un dirigente impegnato che non si è fatto mai sopraffare dalle spavalderie tipiche 
di chi voleva imporre scelte senza partecipazione. 
Mi permetto di ricordarlo con queste due immagini particolari che danno il segno del suo impegno di militante sindacale e anche della nostra amicizia: quelle di un corteo contro il ridimensionamento dell'apparato a produttivo napoletano in una manifestazione di lavoratori dell'industria, verso la fine degli anni ottanta. 
Eravamo insieme quel giorno e, quasi un evento, facemmo insieme tutto il percorso. Qualcuno scattò queste due immagini che ho conservato con nostalgia di un tempo di straordinaria riscossa napoletana e campana. 
Gerardo Giordano con Pasquale Losa
Poi Pasquale Losa prese il volo e la serietà del suo impegno fu premiata varie volte non senza grandissimi sacrifici anche per la sua famiglia. 
Io fui chiamato come Vice Presidente della Provincia di Salerno nel 1995 e lasciai 
la CISL-Campania, Pasquale fu eletto alcuni mesi dopo nel Consiglio Comunale di Napoli 
e divenne prima Assessore nella Giunta di Antonio Bassolino e poi 
Assessore in quella di Rosa Russo Iervolino
Fu Presidente del Consiglio di amministrazione dell'ASIA dove dette ancora il meglio di sè sul tema della raccolta dei rifiuti a Napoli.
Con Pasquale Losa scompare un inesauribile militante sindacale, un efficace ed onesto amministratore pubblico ed una persona per bene.
E' una grande perdita per la sua adorata famiglia, per noi e i suoi tanti amici e per Napoli.
CIAO PASQUALE !

lunedì 13 maggio 2013

ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO: L'INTERVENTO DI ALFONSO ANDRIA.

Credo che il passaggio di oggi possa assumere una valenza rifondativa e di rilancio del partito quanto più piena e lucida si avverta la consapevolezza del profondo e diffuso disorientamento della nostra gente di fronte alle contraddizioni e alle incoerenze, talvolta alle inconcludenze, che hanno contrassegnato questa fase della vita del partito.
Bisogna prendere atto che non emerge e non è percepita da tanta parte della opinione pubblica una linea politica coerente:
• il modo in cui si è arrivati alla formazione dell’attuale governo, probabilmente, anzi certamente inevitabile, dopo un prolungato ed estenuante inseguimento del M5S;
• la gestione rovinosa delle vicende relative all’elezione del Presidente della Repubblica,con l’esposizione al massacro di due figure come quelle di Franco Marini e di Romano Prodi;
hanno lasciato un segno profondissimo, ma ancor prima la base non ha elaborato il risultato elettorale, addebitandolo alla debolezza di una campagna elettorale che partiva dalla previsione di una vittoria data per acquisita.
I toni indebitamente sommessi della campagna, la mancanza di una reale mobilitazione sui territori (che è una responsabilità collettiva, troppo spesso non ammessa o addirittura negata!) sono stati anche, a mio avviso, l’effetto della eccessiva e impropria enfatizzazione delle primarie.
Le primarie: sia quelle per la designazione del candidato premier, sia – soprattutto - le primarie parlamentari, sulle quali si sono dissipate troppe energie (non sempre – come dalle mie parti - limpidamente, correttamente e lealmente impegnate) in una battaglia tribale, terminata la quale sembrava esaurito lo sforzo!
In provincia di Salerno e in Campania, ma mi risulta anche altrove, la gestione delle primarie parlamentari – le quali pure in sé costituiscono un esempio di democrazia realizzato solo dal PD – e i criteri di compilazione delle liste non hanno certamente compensato, ma anzi in taluni casi aggravato l’iniquità del sistema elettorale.
Poi la “controprova”: in tanti comuni il numero dei voti conseguiti dal PD alle elezioni vere di febbraio è stato inferiore a quello delle primarie parlamentari. Si vede che, pur essendo molto ridotta quella platea elettorale, l’empito democratico fu tale, il 29 dicembre, da determinare risultati tanto cospicui: per l'esattezza più che doppi di quelli "attesi”, o meglio verosimilmente prevedibili, nella mia provincia: Salerno, appunto. Ma tanto... si trattava semplicemente di attribuire dei seggi parlamentari: poca roba!
Verrebbe da chiedersi che cosa e chi abbiano “garantito” le commissioni di garanzia regionale e nazionale!
Tornando ai... nostri giorni, c'è - allo stato - un grande deficit di passione e di motivazione che bisogna affrontare con un segnale forte che ricostruisca il partito a cominciare da una segreteria vera, a pieno titolo, che traghetti il PD verso il congresso, non solo per avviarne la fase preparatoria e la celebrazione, ma che promuova – attraverso il coinvolgimento quanto più ampio possibile - la capacità di esprimere un progetto e di recuperare l’unità.
Vorrei cogliere qui lo spunto per richiamare un tema che non mi pare sia emerso dal dibattito, ma che di certo è molto presente nelle sensibilità di Guglielmo Epifani e di Enrico Letta: il Mezzogiorno. So bene che entrambi, dal versante l’uno del Partito e l’altro del Governo, sapranno pronunciare quella parola e soprattutto declinarne il significato e riempire di contenuti le politiche per il Mezzogiorno.
Dicevo della inderogabile esigenza di recupero dell' unità. Una unità che contrasti in modo propositivo la deriva di una altrimenti inevitabile “frammentazione dissolutiva” che trasformerebbe le diversità che nel 2007 hanno costituito – per così dire - una delle “ragioni sociali” di questo partito, in un inevitabile epilogo di contrapposizione tra fazioni, poi non più componibile.
Una segreteria – certo – di transizione, ma comunque forte, senza debolezze e senza opacità, per promuovere una effettiva proiezione verso il futuro da costruire.
Non una transizione puramente e semplicemente conservativa, perché conservare nell’ordinaria amministrazione, nella gestione meramente amministrativa e burocratica, significherebbe distruggere quello che c’è ancora da distruggere.
Il segretario che oggi eleggeremo, il segretario che sarà espresso dal congresso, hanno il compito di ripristinare lo spirito primigenio del partito democratico, allontanando la tentazione e scongiurando il pericolo di rigurgitare modelli passati che ci siamo lasciati alle spalle. Sono convinto che Guglielmo Epifani, con l’esperienza, la sensibilità, la statura che gli sono riconosciute, saprà da subito farsi carico di questa esigenza, direi di questa missione.
Anche così io interpreto quella fiducia che Bersani ripone in un “nuovo inizio”.
Io ci credo, tanto di noi ci credono qui e fuori di qui, ma siamo “pochi”: dobbiamo mobilitarci perché tanti, scettici, delusi, disaffezionati, credano nel nuovo inizio e si impegnino coralmente a ri-costruire il PD e renderlo nuovamente attrattivo.

Roma, 11 maggio 2013

lunedì 22 aprile 2013

BEN RITROVATO PRESIDENTE NAPOLITANO !





GIORGIO NAPOLITANO 
IL 12° PRESIDENTE 
DELLA REPUBBLICA  ITALIANA HA GIURATO QUESTO POMERIGGIO DAVANTI 
ALLE CAMERE RIUNITE.







Il testo del messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere dopo il giuramento.
Come voi tutti sapete, non prevedevo di tornare in quest'aula per pronunciare un nuovo giuramento e messaggio da Presidente della Repubblica.
Avevo già nello scorso dicembre pubblicamente dichiarato di condividere l'autorevole convinzione che la non rielezione, al termine del settennato, è "l'alternativa che meglio si conforma al nostro modello costituzionale di Presidente della Repubblica". Avevo egualmente messo l'accento sull'esigenza di dare un segno di normalità e continuità istituzionale con una naturale successione nell'incarico di Capo dello Stato. A queste ragioni e a quelle più strettamente personali, legate all'ovvio dato dell'età, se ne sono infine sovrapposte altre, rappresentatemi - dopo l'esito nullo di cinque votazioni in quest'aula di Montecitorio, in un clima sempre più teso - dagli esponenti di un ampio arco di forze parlamentari e dalla quasi totalità dei Presidenti delle Regioni. Ed è vero che questi mi sono apparsi particolarmente sensibili alle incognite che possono percepirsi al livello delle istituzioni locali, maggiormente vicine ai cittadini, benché ora alle prese con pesanti ombre di corruzione e di lassismo. Istituzioni che ascolto e rispetto, Signori delegati delle Regioni, in quanto portatrici di una visione non accentratrice dello Stato, già presente nel Risorgimento e da perseguire finalmente con serietà e coerenza. E' emerso da tali incontri, nella mattinata di sabato, un drammatico allarme per il rischio ormai incombente di un avvitarsi del Parlamento in seduta comune nell'inconcludenza, nella impotenza ad adempiere al supremo compito costituzionale dell'elezione del Capo dello Stato. Di qui l'appello che ho ritenuto di non poter declinare - per quanto potesse costarmi l'accoglierlo - mosso da un senso antico e radicato di identificazione con le sorti del paese. La rielezione, per un secondo mandato, del Presidente uscente, non si era mai verificata nella storia della Repubblica, pur non essendo esclusa dal dettato costituzionale, che in questo senso aveva lasciato - come si è significativamente notato - "schiusa una finestra per tempi eccezionali". Ci siamo dunque ritrovati insieme in una scelta pienamente legittima, ma eccezionale. Perché senza precedenti è apparso il rischio che ho appena richiamato : senza precedenti e tanto più grave nella condizione di acuta difficoltà e perfino di emergenza che l'Italia sta vivendo in un contesto europeo e internazionale assai critico e per noi sempre più stringente. Bisognava dunque offrire, al paese e al mondo, una testimonianza di consapevolezza e di coesione nazionale, di vitalità istituzionale, di volontà di dare risposte ai nostri problemi : passando di qui una ritrovata fiducia in noi stessi e una rinnovata apertura di fiducia internazionale verso l'Italia E' a questa prova che non mi sono sottratto. Ma sapendo che quanto è accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità. Ne propongo una rapida sintesi, una sommaria rassegna. Negli ultimi anni, a esigenze fondate e domande pressanti di riforma delle istituzioni e di rinnovamento della politica e dei partiti - che si sono intrecciate con un'acuta crisi finanziaria, con una pesante recessione, con un crescente malessere sociale - non si sono date soluzioni soddisfacenti : hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi. Ecco che cosa ha condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche e i dibattiti in Parlamento. Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato : e l'insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono. Attenzione : quest'ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell'amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme. Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005. Ancora pochi giorni fa, il Presidente Gallo ha dovuto ricordare come sia rimasta ignorata la raccomandazione della Corte Costituzionale a rivedere in particolare la norma relativa all'attribuzione di un premio di maggioranza senza che sia raggiunta una soglia minima di voti o di seggi. La mancata revisione di quella legge ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell'abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare una simile sovra-rappresentanza in Parlamento. Ed è un fatto, non certo imprevedibile, che quella legge ha provocato un risultato elettorale di difficile governabilità, e suscitato nuovamente frustrazione tra i cittadini per non aver potuto scegliere gli eletti. Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario. Molto si potrebbe aggiungere, ma mi fermo qui, perché su quei temi specifici ho speso tutti i possibili sforzi di persuasione, vanificati dalla sordità di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilità per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale. Ma ho il dovere di essere franco : se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese. Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana. Parlando a Rimini a una grande assemblea di giovani nell'agosto 2011, volli rendere esplicito il filo ispiratore delle celebrazioni del 150° della nascita del nostro Stato unitario : l'impegno a trasmettere piena coscienza di "quel che l'Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato", e delle "grandi riserve di risorse umane e morali, d'intelligenza e di lavoro di cui disponiamo". E aggiunsi di aver voluto così suscitare orgoglio e fiducia "perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando. Crisi mondiale, crisi europea, e dentro questo quadro l'Italia, con i suoi punti di forza e con le sue debolezze, con il suo bagaglio di problemi antichi e recenti, di ordine istituzionale e politico, di ordine strutturale, sociale e civile." Ecco, posso ripetere quelle parole di un anno e mezzo fa, sia per sollecitare tutti a parlare il linguaggio della verità - fuori di ogni banale distinzione e disputa tra pessimisti e ottimisti - sia per introdurre il discorso su un insieme di obbiettivi in materia di riforme istituzionali e di proposte per l'avvio di un nuovo sviluppo economico, più equo e sostenibile. E' un discorso che - anche per ovvie ragioni di misura di questo mio messaggio - posso solo rinviare ai documenti dei due gruppi di lavoro da me istituiti il 30 marzo scorso. Documenti di cui non si può negare - se non per gusto di polemica intellettuale - la serietà e concretezza. Anche perché essi hanno alle spalle elaborazioni sistematiche non solo delle istituzioni in cui operano i componenti dei due gruppi, ma anche di altre istituzioni e associazioni qualificate. Se poi si ritiene che molte delle indicazioni contenute in quei testi fossero già acquisite, vuol dire che è tempo di passare, in sede politica, ai fatti; se si nota che, specie in materia istituzionale, sono state lasciate aperte diverse opzioni su varii temi, vuol dire che è tempo di fare delle scelte conclusive. E si può, naturalmente, andare anche oltre, se si vuole, con il contributo di tutti. Vorrei solo formulare, a commento, due osservazioni. La prima riguarda la necessità che al perseguimento di obbiettivi essenziali di riforma dei canali di partecipazione democratica e dei partiti politici, e di riforma delle istituzioni rappresentative, dei rapporti tra Parlamento e governo, tra Stato e Regioni, si associ una forte attenzione per il rafforzamento e rinnovamento degli organi e dei poteri dello Stato. A questi sono stato molto vicino negli ultimi sette anni, e non occorre perciò che rinnovi oggi un formale omaggio, si tratti di forze armate o di forze dell'ordine, della magistratura o di quella Corte che è suprema garanzia di costituzionalità delle leggi. Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti. Né si trascuri di reagire a disinformazioni e polemiche che colpiscono lo strumento militare, giustamente avviato a una seria riforma, ma sempre posto, nello spirito della Costituzione, a presidio della partecipazione italiana - anche col generoso sacrificio di non pochi nostri ragazzi - alle missioni di stabilizzazione e di pace della comunità internazionale. La seconda osservazione riguarda il valore delle proposte ampiamente sviluppate nel documento da me già citato, per "affrontare la recessione e cogliere le opportunità" che ci si presentano, per "influire sulle prossime opzioni dell'Unione Europea", "per creare e sostenere il lavoro", "per potenziare l'istruzione e il capitale umano, per favorire la ricerca, l'innovazione e la crescita delle imprese". Nel sottolineare questi ultimi punti, osservo che su di essi mi sono fortemente impegnato in ogni sede istituzionale e occasione di confronto, e continuerò a farlo. Essi sono nodi essenziali al fine di qualificare il nostro rinnovato e irrinunciabile impegno a far progredire l'Europa unita, contribuendo a definirne e rispettarne i vincoli di sostenibilità finanziaria e stabilità monetaria, e insieme a rilanciarne il dinamismo e lo spirito di solidarietà, a coglierne al meglio gli insostituibili stimoli e benefici. E sono anche i nodi - innanzitutto, di fronte a un angoscioso crescere della disoccupazione, quelli della creazione di lavoro e della qualità delle occasioni di lavoro - attorno a cui ruota la grande questione sociale che ormai si impone all'ordine del giorno in Italia e in Europa. E' la questione della prospettiva di futuro per un'intera generazione, è la questione di un'effettiva e piena valorizzazione delle risorse e delle energie femminili. Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità. Volere il cambiamento, ciascuno interpretando a suo modo i consensi espressi dagli elettori, dice poco e non porta lontano se non ci si misura su problemi come quelli che ho citato e che sono stati di recente puntualizzati in modo obbiettivo, in modo non partigiano. Misurarsi su quei problemi perché diventino programma di azione del governo che deve nascere e oggetti di deliberazione del Parlamento che sta avviando la sua attività. E perché diventino fulcro di nuovi comportamenti collettivi, da parte di forze - in primo luogo nel mondo del lavoro e dell'impresa - che "appaiono bloccate, impaurite, arroccate in difesa e a disagio di fronte all'innovazione che è invece il motore dello sviluppo". Occorre un'apertura nuova, un nuovo slancio nella società ; occorre un colpo di reni, nel Mezzogiorno stesso, per sollevare il Mezzogiorno da una spirale di arretramento e impoverimento. Il Parlamento ha di recente deliberato addirittura all'unanimità il suo contributo su provvedimenti urgenti che al governo Monti ancora in carica toccava adottare, e che esso ha adottato, nel solco di uno sforzo di politica economico-finanziaria ed europea che meriterà certamente un giudizio più equanime, quanto più si allontanerà il clima dello scontro elettorale e si trarrà il bilancio del ruolo acquisito nel corso del 2012 in seno all'Unione europea. Apprezzo l'impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta : quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento. Non può, d'altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben più di un secolo e ovunque i partiti. La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico". Le forze rappresentate in Parlamento, senza alcuna eccezione, debbono comunque dare ora - nella fase cruciale che l'Italia e l'Europa attraversano - il loro apporto alle decisioni da prendere per il rinnovamento del paese. Senza temere di convergere su delle soluzioni, dal momento che di recente nelle due Camere non si è temuto di votare all'unanimità. Sentendo voi tutti - onorevoli deputati e senatori - di far parte dell'istituzione parlamentare non come esponenti di una fazione ma come depositari della volontà popolare. C'è da lavorare concretamente, con pazienza e spirito costruttivo, spendendo e acquisendo competenze, innanzitutto nelle Commissioni di Camera e Senato. Permettete che ve lo dica uno che entrò qui da deputato all'età di 28 anni e portò giorno per giorno la sua pietra allo sviluppo della vita politica democratica. Lavorare in Parlamento sui problemi scottanti del paese non è possibile se non nel confronto con un governo come interlocutore essenziale sia della maggioranza sia dell'opposizione. A 56 giorni dalle elezioni del 24-25 febbraio - dopo che ci si è dovuti dedicare all'elezione del Capo dello Stato - si deve senza indugio procedere alla formazione dell'Esecutivo. Non corriamo dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera. Al Presidente non tocca dare mandati, per la formazione del governo, che siano vincolati a qualsiasi prescrizione se non quella voluta dall'art. 94 della Costituzione : un governo che abbia la fiducia delle due Camere. Ad esso spetta darsi un programma, secondo le priorità e la prospettiva temporale che riterrà opportune. E la condizione è dunque una sola : fare i conti con la realtà delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto, sapendo quali prove aspettino il governo e quali siano le esigenze e l'interesse generale del paese. Sulla base dei risultati elettorali - di cui non si può non prendere atto, piacciano oppur no - non c'è partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze. Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto - se si preferisce questa espressione - si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessità di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese più ampie, e cioè anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità istituzionale. D'altronde, non c'è oggi in Europa nessun paese di consolidata tradizione democratica governato da un solo partito - nemmeno più il Regno Unito - operando dovunque governi formati o almeno sostenuti da più partiti, tra loro affini o abitualmente distanti e perfino aspramente concorrenti. Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche. O forse tutto questo è più concretamente il riflesso di un paio di decenni di contrapposizione - fino allo smarrimento dell'idea stessa di convivenza civile - come non mai faziosa e aggressiva, di totale incomunicabilità tra schieramenti politici concorrenti. Lo dicevo già sette anni fa in quest'aula, nella medesima occasione di oggi, auspicando che fosse finalmente vicino "il tempo della maturità per la democrazia dell'alternanza" : che significa anche il tempo della maturità per la ricerca di soluzioni di governo condivise quando se ne imponga la necessità. Altrimenti, si dovrebbe prendere atto dell'ingovernabilità, almeno nella legislatura appena iniziata. Ma non è per prendere atto di questo che ho accolto l'invito a prestare di nuovo giuramento come Presidente della Repubblica. L'ho accolto anche perché l'Italia si desse nei prossimi giorni il governo di cui ha bisogno. E farò a tal fine ciò che mi compete : non andando oltre i limiti del mio ruolo costituzionale, fungendo tutt'al più, per usare un'espressione di scuola, "da fattore di coagulazione". Ma tutte le forze politiche si prendano con realismo le loro responsabilità : era questa la posta implicita dell'appello rivoltomi due giorni or sono. Mi accingo al mio secondo mandato, senza illusioni e tanto meno pretese di amplificazione "salvifica" delle mie funzioni ; eserciterò piuttosto con accresciuto senso del limite, oltre che con immutata imparzialità, quelle che la Costituzione mi attribuisce. E lo farò fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno. Inizia oggi per me questo non previsto ulteriore impegno pubblico in una fase di vita già molto avanzata ; inizia per voi un lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umiltà. Non vi mancherà il mio incitamento e il mio augurio. 
Viva il Parlamento! Viva la Repubblica! Viva l'Italia!


BUON LAVORO SIGNOR PRESIDENTE !
Le foto sono state acquisite dal sito ufficiale della Presidenza della Repubblica italiana

mercoledì 23 gennaio 2013

IL SENATORE ALFONSO ANDRIA HA INCONTRATO I SUOI SOSTENITORI.

Centinaia di cittadini, rappresentanti di associazioni, Sindaci ed amministratori locali, ieri sera 22 gennaio 2012, presso i saloni del Polo Nautico di Salerno, hanno partecipato all'incontro politico promosso dal Senatore  Alfonso Andria.


Ecco il testo dell'appello del comunicato conclusivo:


L'imminenza delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi chiama tutti e ciascuno - aderenti e simpatizzanti del Partito Democratico - a un impegno generoso e particolarmente necessario nell'attuale fase, complessa e piena di incognite, della vita del Paese  e del nostro territorio.
La gestione delle primarie parlamentari - che pure in sé costituiscono un esempio di democrazia realizzato solo dal PD - e i criteri di compilazione delle liste, in provincia di Salerno e in Campania non hanno certamente compensato, ma anzi in taluni casi aggravato l’iniquità del sistema elettorale.
Malgrado ciò, Alfonso Andria invita i suoi amici, con la coerenza di sempre e in totale spirito di servizio, a confermare il voto al Partito Democratico, ribadendo la convinzione che solo una vittoria netta del PD alla Camera e al Senato può garantire al Paese la tenuta civile, il ripristino delle condizioni dello sviluppo e della crescita e restituire centralità alla Politica nel perseguimento dell'interesse generale e del bene comune per "l'Italia Giusta".


lunedì 28 maggio 2012

MAGDI CRISTIANO ALLAM PRESENTA IL SUO LIBRO A BATTIPAGLIA


Serata dalle grandi occasioni venerdì pomeriggio 25 maggio  nella nuova aula consiliare del Comune di Battipaglia, dove Magdi Cristiano Allam ha presentato le tesi del suo libro "Europa Cristiana Libera" alla presenza delle massime autorità lionistiche del distretto 108YA e cittadine.
Nell'ambito del service "la rinascita dell'Italia promuovendo la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale", la dott. Rita Franco presidente del Lions Club Eboli Battipaglia Host, a nome di vari Lions club della provincia di Salerno, ha introdotto i lavori della serata. Hanno fatto seguito il saluto non formale del Sindaco di Battipaglia dott. Giovanni Santomauro, la forte testimonianza del padre stimmatino don Ezio Miceli, Parroco di S. Maria della Speranza e l'orgoglioso contributo del Governatore del distretto Lions 108YA avv. Michele Roperto

Ha poi introdotto la discussione l'avv. Giangerardo Miranda, responsabile del service nella IV circoscrizione lions che ha dato la parola a Magdi Allam. Nato in Egitto, oggi cittadino italiano, giornalista, vice direttore del Corriere della sera, noto per la sua conversione al cristianesimo, siede oggi nel parlamento europeo di Strasburgo. 
Nel suo lungo ed appassionato intervento Allam ha esposto le sue analisi circa la situazione che avviluppa oggi l'Europa, esortando le persone di buona volontà a perseguire il bene comune e difendere i principi non negoziabili che sostanziano la civiltà occidentale ed europea in particolare: (verità, libertà, fede, ragione, valori e regole); soffermandosi poi sulla sua esperienza di conversione e trattenendo l'uditorio anche  sulla sua esperienza politica e di parlamentare europeo.
Le tesi di Allam hanno dato luogo ad un articolato dibattito in cui sono intervenute varie personalità presenti, Burattino, Giordano, Sirignano, Esposito, Di Napoli, soprattutto sui temi più delicati dell'attualità politica nazionale ed europea e sul ruolo del Governo Monti, su cui è intervenuto varie volte Allam per chiarire il suo punto di vista relativamente ai passaggi più difficili che il nostro paese ha dovuto affrontare recentemente.
La serata è stata conclusa dall'intervento del past Governatore Vittorio del Vecchio e la consegna di alcuni omaggi ricordo all'autorevole ospite.

domenica 25 ottobre 2009

PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO: IN FILA ALL'ESTERO PER RAFFORZARE LA DEMOCRAZIA IN ITALIA.

Gerardo Giordano e Luciana Cardone
non hanno voluto far mancare il loro voto,
come cittadini e come elettori,
per rafforzare la democrazia in Italia attraverso la costruzione
della nuova leadership del Partito Democratico.
Ecco marito e moglie in fila davanti al gazebo di Place Flagey a Bruxelles,
in attesa di esprimere il proprio voto.

giovedì 4 giugno 2009

LA LETTERA DI ROMANO PRODI AGLI ITALIANI

Care amiche e cari amici,
nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere al di fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, come semplice cittadino, di sottolineare l'importanza del voto a cui noi italiani siamo chiamati.
Anzitutto un voto per l'Europa.
In questa linea richiamo la necessità di rafforzare il Partito democratico ricordando come esso abbia sempre con convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l'euro e l'allargamento che, come si è dimostrato in questa fase di durissima crisi, sono la principale difesa per l'Europa e l'Italia.
La seconda ragione nasce dall'intensificarsi di numerosi segnali di allarme e di interrogativi da parte di tanti amici ed osservatori stranieri per la caduta di dignità e per la qualità democratica del nostro paese, segnali che ho colto con sofferenza nella mia attività internazionale.
Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l'unica concreta risposta.
Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni.
E' il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa, che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa.
Con amicizia
Romano Prodi
Bologna, 3 giugno 2009

lunedì 7 aprile 2008

L'ON. ALFONSO ANDRIA LASCIA STRASBURGO VERSO IL SENATO MA PRIMA SALUTA WATSON

Importante incontro sabato scorso, presso l'ex basilica di Santa Sofia, per la presentazione del lavoro svolto dall' europarlamentare On. Alfonso Andria in questi quattro anni di dura e impegnativa partecipazione alle attività del Parlamento Europeo, alla presenza del Presidente del gruppo liberal democratico Grahan Watson .
A tutti i presenti è stato distribuito un testo con la raccolta di tutti gli articoli di Andria pubblicati su "La Città" e presentati dai direttori Luigi Vicinanza e Angelo Di Marino.

clicca per leggere l'articolo

http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080406&ediz=SALERNO&npag=42&file=SARD.xml&type=STANDARD

mercoledì 12 marzo 2008

ALFONSO ANDRIA CANDIDATO AL SENATO NEL PARTITO DEMOCRATICO

Il nostro amico europarlamentare On. Alfonso Andria è stato candidato al Senato della Repubblica, al secondo posto, nella lista del Partito Democratico per le prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.
Alfonso Andria incontrerà i suoi amici entusiasti, lunedì 17 marzo alle ore 18.00 al Grand Hotel Salerno, in via Lungomare Clemente Tafuri, dove interverra' all’apertura della campagna elettorale del Partito Democratico.


nella foto: Alfonso Andria alla recente festa di compleanno di Gerardo Giordano

martedì 16 ottobre 2007

QUALCHE CONSIDERAZIONE SULL'IMPEGNO DI QUESTI GIORNI

Ora che i risultati della straordinaria giornata del 14 ottobre 2007 sono stati fatti conoscere e possiamo dire con certezza che Walter Veltroni è il segretario del Partito Democratico e che Tino Iannuzzi è il Segretario regionale della Campania, desidero esprimere un particolare ringraziamento a quanti hanno voluto manifestare adesione alla scelta di candidarmi ed a quanti perciò sono andati a votare.
Il mio intento personale, come è noto, non era tanto quello di essere eletto da qualche parte, quanto invece di concorrere a costruire un un nuovo strumento di partecipazione politica come il Partito Democratico.
Questa intenzione rimane intera e continua, sopratutto adesso che il Partito Democratico, bisognerà costruirlo nelle cose, sui problemi quotidiani della gente e sui bisogni delle persone. Rimane intero perciò l'impegno di sempre: stare al fianco di coloro che si battono per allargare i diritti, perfezionare i doveri, creare sviluppo economico nelle aree svantaggiate e migliorare la condizione umana specie quella dei più deboli, attraverso più libertà e democrazia.
Auguri decisi di buon lavoro a Walter Veltroni, a Tino Iannuzzi e a tutti gli eletti all'organo nazionale e regionale !

sabato 13 ottobre 2007

CAMPANIA DEMOCRATICA PER VELTRONI E IANNUZZI


Due schede per costruire il nostro futuro: azzurra per WALTER VELTRONI e grigia per TINO IANNUZZI.
Sono i due atti necessari per eleggere il Segretario Nazionale e l'Assemblea Costituente nazionale ed il Segretario Regionale e l'Assemblea Costituente campana.
Domani andremo a votare per far nascere il Partito Democratico !
E' un momento straordinario !
Per la prima volta ci è data la possibilità di orientare dal basso un processo politico che segnerà una svolta nella vita politica italiana.
E' una occasione che non possiamo perdere per arricchire questa nuova realtà che si vuole costituire come il Partito Democratico, con la esperienza tipica di chi come me, e tanti di voi, sono stati in questi anni vicini alla società civile, al mondo del lavoro ed a quello della solidarietà, o di chi come noi a cercato costantemente di costruire canali di partecipazione e di dialogo per modernizzare la società italiana, campana e salernitana.
Dopo la partecipatissima manifestazione delle Liste di Campania Democratica, ieri sera all'Hotel Mediterranea, il mio invito, insieme all'onorevole ALFONSO ANDRIA, è quello di recarsi ai seggi individuati e votare le liste di "Campania Democratica per VELTRONI" e "Campania Democratica per IANNUZZI" per costruire il Partito Democratico e dare una svolta alle nostre cose e rinvigorire l'azione delle Istituzioni democratiche.
NESSUNA ESITAZIONE ANDIAMO A VOTARE !

giovedì 11 ottobre 2007

UN BLOG PER RIFLETTERE INSIEME E COSTRUIRE LA PARTECIPAZIONE

Imparammo a scrivere con pennino e calamaio. Oggi invece scriviamo su un blog.
Nonostante tutto è il segno del continuo e costante progresso che ha attraversato la mia generazione.
Una contaminazione feconda, positiva, se non fosse che - di fronte all'innovazione - devi sapere metterti costantemente in discussione, rimetterti in gioco, ricominciare ad imparare.
E' il gioco della vita che vale la pena affrontare per usare questi "strumenti" nuovi e straordinari.
Inimmaginabili nella mia non lontana gioventù
Ma gli strumenti possono anche essere fini a se stessi se non vengono usati per un fine nobile.
Perciò vorrei usare la mia crescita personale nell'informatica e nell'uso di internet, per migliorare la riflessione su noi, quello che siamo stati (parlo al plurale soprattutto per la mia generazione).
Vorrei usarla su quello che possiamo ancora essere e dare, alla nostra comunità ed al nostro Paese, per far crescere ancora un poco la libertà e la democrazia (che sono parole abusate ma mai praticate a sufficienza). Magari un poco in più di libertà e democrazia economica !
Per questo c'è bisogno di partecipazione per crescere in consapevolezza e capacità di decidere. E' questo anche il senso che ho voluto dare alla mia candidatura alle primarie nella lista per la elezione dell'Assemblea Nazionale del Partito Democratico quando l'on. ALFONSO ANDRIA mi ha chiesto di dare una mano a CAMPANIA DEMOCRATICA per WALTER VELTRONI segretario e per TINO IANNUZZI candidato alla segreteria regionale del PD nel Collegio 14 della circoscrizione Campania II a Salerno 1.
Il Blog può essere un occasione per allargare gli orizzonti e costruire ancora tante altre cose nel prossimo futuro anche oltre il voto del 14 ottobre prossimo.
E' una sede di incontro e di partecipazione aperta. Proviamoci! Grazie della collaborazione e del vostro convinto sostegno.
Gerardo Giordano