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mercoledì 11 dicembre 2013

lunedì 25 novembre 2013

IL NUOVO LIBRO DI UBALDO BALDI PRESENTATO il 4 dicembre alle 17 AL COMUNE DI SALERNO

mercoledì 4 dicembre 2013 - ore 17,00 - sala del Gonfalone del Comune di Salerno
presentazione del libro di Ubaldo Baldicon la collaborazione di Giuseppe Mannucci
Varcando un sentiero che costeggia il mare
L’avventurosa vita di Danilo Mannucci
Editrice Gaia
indirizzi di saluto  Ermanno Guerra
Assessore alla Cultura e Università del Comune di Salerno

intervengono
Giuseppe Cacciatore
Presidente della Società Salernitana di Storia Patria
Guido Albertelli
Presidente nazionale A.N.P.P.I.A.
Carmen Pellegrino
Storica e saggista
Maria Di Serio
Segretario generale CGIL Salerno
Eduardo Scotti
Giornalista de La Repubblica

coordina
Mariano Ragusa
Giornalista de Il Mattino

venerdì 22 novembre 2013

RICORDIAMO IL PRESIDENTE JOHN F. KENNEDY 5O ANNI DOPO LA TRAGEDIA DELLA SUA SCOMPARSA.

JOHN F. KENNEDY
22 novembre 1963 - 22 novembre 2013

Ask not what your Country can do for you, ask what you can do for your Country. Non chiedere che cosa può fare il tuo Paese per te, chiedi cosa puoi fare tu per il tuo Paese.

lunedì 22 aprile 2013

BEN RITROVATO PRESIDENTE NAPOLITANO !





GIORGIO NAPOLITANO 
IL 12° PRESIDENTE 
DELLA REPUBBLICA  ITALIANA HA GIURATO QUESTO POMERIGGIO DAVANTI 
ALLE CAMERE RIUNITE.







Il testo del messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere dopo il giuramento.
Come voi tutti sapete, non prevedevo di tornare in quest'aula per pronunciare un nuovo giuramento e messaggio da Presidente della Repubblica.
Avevo già nello scorso dicembre pubblicamente dichiarato di condividere l'autorevole convinzione che la non rielezione, al termine del settennato, è "l'alternativa che meglio si conforma al nostro modello costituzionale di Presidente della Repubblica". Avevo egualmente messo l'accento sull'esigenza di dare un segno di normalità e continuità istituzionale con una naturale successione nell'incarico di Capo dello Stato. A queste ragioni e a quelle più strettamente personali, legate all'ovvio dato dell'età, se ne sono infine sovrapposte altre, rappresentatemi - dopo l'esito nullo di cinque votazioni in quest'aula di Montecitorio, in un clima sempre più teso - dagli esponenti di un ampio arco di forze parlamentari e dalla quasi totalità dei Presidenti delle Regioni. Ed è vero che questi mi sono apparsi particolarmente sensibili alle incognite che possono percepirsi al livello delle istituzioni locali, maggiormente vicine ai cittadini, benché ora alle prese con pesanti ombre di corruzione e di lassismo. Istituzioni che ascolto e rispetto, Signori delegati delle Regioni, in quanto portatrici di una visione non accentratrice dello Stato, già presente nel Risorgimento e da perseguire finalmente con serietà e coerenza. E' emerso da tali incontri, nella mattinata di sabato, un drammatico allarme per il rischio ormai incombente di un avvitarsi del Parlamento in seduta comune nell'inconcludenza, nella impotenza ad adempiere al supremo compito costituzionale dell'elezione del Capo dello Stato. Di qui l'appello che ho ritenuto di non poter declinare - per quanto potesse costarmi l'accoglierlo - mosso da un senso antico e radicato di identificazione con le sorti del paese. La rielezione, per un secondo mandato, del Presidente uscente, non si era mai verificata nella storia della Repubblica, pur non essendo esclusa dal dettato costituzionale, che in questo senso aveva lasciato - come si è significativamente notato - "schiusa una finestra per tempi eccezionali". Ci siamo dunque ritrovati insieme in una scelta pienamente legittima, ma eccezionale. Perché senza precedenti è apparso il rischio che ho appena richiamato : senza precedenti e tanto più grave nella condizione di acuta difficoltà e perfino di emergenza che l'Italia sta vivendo in un contesto europeo e internazionale assai critico e per noi sempre più stringente. Bisognava dunque offrire, al paese e al mondo, una testimonianza di consapevolezza e di coesione nazionale, di vitalità istituzionale, di volontà di dare risposte ai nostri problemi : passando di qui una ritrovata fiducia in noi stessi e una rinnovata apertura di fiducia internazionale verso l'Italia E' a questa prova che non mi sono sottratto. Ma sapendo che quanto è accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità. Ne propongo una rapida sintesi, una sommaria rassegna. Negli ultimi anni, a esigenze fondate e domande pressanti di riforma delle istituzioni e di rinnovamento della politica e dei partiti - che si sono intrecciate con un'acuta crisi finanziaria, con una pesante recessione, con un crescente malessere sociale - non si sono date soluzioni soddisfacenti : hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi. Ecco che cosa ha condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche e i dibattiti in Parlamento. Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato : e l'insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono. Attenzione : quest'ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell'amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme. Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005. Ancora pochi giorni fa, il Presidente Gallo ha dovuto ricordare come sia rimasta ignorata la raccomandazione della Corte Costituzionale a rivedere in particolare la norma relativa all'attribuzione di un premio di maggioranza senza che sia raggiunta una soglia minima di voti o di seggi. La mancata revisione di quella legge ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell'abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare una simile sovra-rappresentanza in Parlamento. Ed è un fatto, non certo imprevedibile, che quella legge ha provocato un risultato elettorale di difficile governabilità, e suscitato nuovamente frustrazione tra i cittadini per non aver potuto scegliere gli eletti. Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario. Molto si potrebbe aggiungere, ma mi fermo qui, perché su quei temi specifici ho speso tutti i possibili sforzi di persuasione, vanificati dalla sordità di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilità per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale. Ma ho il dovere di essere franco : se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese. Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana. Parlando a Rimini a una grande assemblea di giovani nell'agosto 2011, volli rendere esplicito il filo ispiratore delle celebrazioni del 150° della nascita del nostro Stato unitario : l'impegno a trasmettere piena coscienza di "quel che l'Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato", e delle "grandi riserve di risorse umane e morali, d'intelligenza e di lavoro di cui disponiamo". E aggiunsi di aver voluto così suscitare orgoglio e fiducia "perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando. Crisi mondiale, crisi europea, e dentro questo quadro l'Italia, con i suoi punti di forza e con le sue debolezze, con il suo bagaglio di problemi antichi e recenti, di ordine istituzionale e politico, di ordine strutturale, sociale e civile." Ecco, posso ripetere quelle parole di un anno e mezzo fa, sia per sollecitare tutti a parlare il linguaggio della verità - fuori di ogni banale distinzione e disputa tra pessimisti e ottimisti - sia per introdurre il discorso su un insieme di obbiettivi in materia di riforme istituzionali e di proposte per l'avvio di un nuovo sviluppo economico, più equo e sostenibile. E' un discorso che - anche per ovvie ragioni di misura di questo mio messaggio - posso solo rinviare ai documenti dei due gruppi di lavoro da me istituiti il 30 marzo scorso. Documenti di cui non si può negare - se non per gusto di polemica intellettuale - la serietà e concretezza. Anche perché essi hanno alle spalle elaborazioni sistematiche non solo delle istituzioni in cui operano i componenti dei due gruppi, ma anche di altre istituzioni e associazioni qualificate. Se poi si ritiene che molte delle indicazioni contenute in quei testi fossero già acquisite, vuol dire che è tempo di passare, in sede politica, ai fatti; se si nota che, specie in materia istituzionale, sono state lasciate aperte diverse opzioni su varii temi, vuol dire che è tempo di fare delle scelte conclusive. E si può, naturalmente, andare anche oltre, se si vuole, con il contributo di tutti. Vorrei solo formulare, a commento, due osservazioni. La prima riguarda la necessità che al perseguimento di obbiettivi essenziali di riforma dei canali di partecipazione democratica e dei partiti politici, e di riforma delle istituzioni rappresentative, dei rapporti tra Parlamento e governo, tra Stato e Regioni, si associ una forte attenzione per il rafforzamento e rinnovamento degli organi e dei poteri dello Stato. A questi sono stato molto vicino negli ultimi sette anni, e non occorre perciò che rinnovi oggi un formale omaggio, si tratti di forze armate o di forze dell'ordine, della magistratura o di quella Corte che è suprema garanzia di costituzionalità delle leggi. Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti. Né si trascuri di reagire a disinformazioni e polemiche che colpiscono lo strumento militare, giustamente avviato a una seria riforma, ma sempre posto, nello spirito della Costituzione, a presidio della partecipazione italiana - anche col generoso sacrificio di non pochi nostri ragazzi - alle missioni di stabilizzazione e di pace della comunità internazionale. La seconda osservazione riguarda il valore delle proposte ampiamente sviluppate nel documento da me già citato, per "affrontare la recessione e cogliere le opportunità" che ci si presentano, per "influire sulle prossime opzioni dell'Unione Europea", "per creare e sostenere il lavoro", "per potenziare l'istruzione e il capitale umano, per favorire la ricerca, l'innovazione e la crescita delle imprese". Nel sottolineare questi ultimi punti, osservo che su di essi mi sono fortemente impegnato in ogni sede istituzionale e occasione di confronto, e continuerò a farlo. Essi sono nodi essenziali al fine di qualificare il nostro rinnovato e irrinunciabile impegno a far progredire l'Europa unita, contribuendo a definirne e rispettarne i vincoli di sostenibilità finanziaria e stabilità monetaria, e insieme a rilanciarne il dinamismo e lo spirito di solidarietà, a coglierne al meglio gli insostituibili stimoli e benefici. E sono anche i nodi - innanzitutto, di fronte a un angoscioso crescere della disoccupazione, quelli della creazione di lavoro e della qualità delle occasioni di lavoro - attorno a cui ruota la grande questione sociale che ormai si impone all'ordine del giorno in Italia e in Europa. E' la questione della prospettiva di futuro per un'intera generazione, è la questione di un'effettiva e piena valorizzazione delle risorse e delle energie femminili. Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità. Volere il cambiamento, ciascuno interpretando a suo modo i consensi espressi dagli elettori, dice poco e non porta lontano se non ci si misura su problemi come quelli che ho citato e che sono stati di recente puntualizzati in modo obbiettivo, in modo non partigiano. Misurarsi su quei problemi perché diventino programma di azione del governo che deve nascere e oggetti di deliberazione del Parlamento che sta avviando la sua attività. E perché diventino fulcro di nuovi comportamenti collettivi, da parte di forze - in primo luogo nel mondo del lavoro e dell'impresa - che "appaiono bloccate, impaurite, arroccate in difesa e a disagio di fronte all'innovazione che è invece il motore dello sviluppo". Occorre un'apertura nuova, un nuovo slancio nella società ; occorre un colpo di reni, nel Mezzogiorno stesso, per sollevare il Mezzogiorno da una spirale di arretramento e impoverimento. Il Parlamento ha di recente deliberato addirittura all'unanimità il suo contributo su provvedimenti urgenti che al governo Monti ancora in carica toccava adottare, e che esso ha adottato, nel solco di uno sforzo di politica economico-finanziaria ed europea che meriterà certamente un giudizio più equanime, quanto più si allontanerà il clima dello scontro elettorale e si trarrà il bilancio del ruolo acquisito nel corso del 2012 in seno all'Unione europea. Apprezzo l'impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta : quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento. Non può, d'altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben più di un secolo e ovunque i partiti. La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico". Le forze rappresentate in Parlamento, senza alcuna eccezione, debbono comunque dare ora - nella fase cruciale che l'Italia e l'Europa attraversano - il loro apporto alle decisioni da prendere per il rinnovamento del paese. Senza temere di convergere su delle soluzioni, dal momento che di recente nelle due Camere non si è temuto di votare all'unanimità. Sentendo voi tutti - onorevoli deputati e senatori - di far parte dell'istituzione parlamentare non come esponenti di una fazione ma come depositari della volontà popolare. C'è da lavorare concretamente, con pazienza e spirito costruttivo, spendendo e acquisendo competenze, innanzitutto nelle Commissioni di Camera e Senato. Permettete che ve lo dica uno che entrò qui da deputato all'età di 28 anni e portò giorno per giorno la sua pietra allo sviluppo della vita politica democratica. Lavorare in Parlamento sui problemi scottanti del paese non è possibile se non nel confronto con un governo come interlocutore essenziale sia della maggioranza sia dell'opposizione. A 56 giorni dalle elezioni del 24-25 febbraio - dopo che ci si è dovuti dedicare all'elezione del Capo dello Stato - si deve senza indugio procedere alla formazione dell'Esecutivo. Non corriamo dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera. Al Presidente non tocca dare mandati, per la formazione del governo, che siano vincolati a qualsiasi prescrizione se non quella voluta dall'art. 94 della Costituzione : un governo che abbia la fiducia delle due Camere. Ad esso spetta darsi un programma, secondo le priorità e la prospettiva temporale che riterrà opportune. E la condizione è dunque una sola : fare i conti con la realtà delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto, sapendo quali prove aspettino il governo e quali siano le esigenze e l'interesse generale del paese. Sulla base dei risultati elettorali - di cui non si può non prendere atto, piacciano oppur no - non c'è partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze. Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto - se si preferisce questa espressione - si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessità di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese più ampie, e cioè anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità istituzionale. D'altronde, non c'è oggi in Europa nessun paese di consolidata tradizione democratica governato da un solo partito - nemmeno più il Regno Unito - operando dovunque governi formati o almeno sostenuti da più partiti, tra loro affini o abitualmente distanti e perfino aspramente concorrenti. Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche. O forse tutto questo è più concretamente il riflesso di un paio di decenni di contrapposizione - fino allo smarrimento dell'idea stessa di convivenza civile - come non mai faziosa e aggressiva, di totale incomunicabilità tra schieramenti politici concorrenti. Lo dicevo già sette anni fa in quest'aula, nella medesima occasione di oggi, auspicando che fosse finalmente vicino "il tempo della maturità per la democrazia dell'alternanza" : che significa anche il tempo della maturità per la ricerca di soluzioni di governo condivise quando se ne imponga la necessità. Altrimenti, si dovrebbe prendere atto dell'ingovernabilità, almeno nella legislatura appena iniziata. Ma non è per prendere atto di questo che ho accolto l'invito a prestare di nuovo giuramento come Presidente della Repubblica. L'ho accolto anche perché l'Italia si desse nei prossimi giorni il governo di cui ha bisogno. E farò a tal fine ciò che mi compete : non andando oltre i limiti del mio ruolo costituzionale, fungendo tutt'al più, per usare un'espressione di scuola, "da fattore di coagulazione". Ma tutte le forze politiche si prendano con realismo le loro responsabilità : era questa la posta implicita dell'appello rivoltomi due giorni or sono. Mi accingo al mio secondo mandato, senza illusioni e tanto meno pretese di amplificazione "salvifica" delle mie funzioni ; eserciterò piuttosto con accresciuto senso del limite, oltre che con immutata imparzialità, quelle che la Costituzione mi attribuisce. E lo farò fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno. Inizia oggi per me questo non previsto ulteriore impegno pubblico in una fase di vita già molto avanzata ; inizia per voi un lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umiltà. Non vi mancherà il mio incitamento e il mio augurio. 
Viva il Parlamento! Viva la Repubblica! Viva l'Italia!


BUON LAVORO SIGNOR PRESIDENTE !
Le foto sono state acquisite dal sito ufficiale della Presidenza della Repubblica italiana

mercoledì 13 marzo 2013

W IL PAPA FRANCESCO !

Dovremo abituarci a tante cose nuove! 
L'emozione  che ci ha coinvolti per la elezione del nuovo Papa non è meno forte di quella in cui dopo essersi presentato al popolo di Roma, Papa Francesco chiede a tutti noi nel mondo, prima di benedirci, di pregare per lui e di pregare insieme e subito, per il Papa emerito Benedetto XVI, suo predecessore. 
Il suo "Buona Sera" appena si affaccia, ci spalanca verso un mondo che da stasera sarà diverso: per la cordialità, la familiarità e tante altre cose che ancora non si possono vedere, ma è chiaro che ci sono.
Prime timide tracce per una nuova speranza che il mondo moderno aspetta, forse da tempo.
Riuscirà certamente a darla Mons Jose Maria Bergoglio, ora Sua Santità Francesco: Gesuita, Arcivescovo di Buenos Aires; un argentino che viene da tanto lontano, primo Papa dell'America del sud, che pure riesce a parlare, non senza un pizzico di emozione, la nostra lingua alla piazza stracolma di popolo di Dio, per le antiche origini piemontesi della sua famiglia.
Le sue prime parole emozionano, ma sono perciò un chiaro segno delle sue future azioni pastorali verso i più poveri e i meno fortunati, in una Chiesa che ha bisogno di tanto  impegno. 
Che il Signore ti aiuti Francesco !

sabato 8 settembre 2012

UNO SHERMAN DELLO SBARCO DI SALERNO PER FORMARE ALLA DEMOCRAZIA ED ALLA PACE.

Una Mostra permanente  per ricordare lo Sbarco delle forze alleate a Salerno, insieme ai cimeli di Salerno Capitale, sono questi gli obiettivi del Parco della Memoria della Campania presentati ai giornalisti preannunciandone l'apertura il prossimo 28 settembre. L'iniziativa si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Alla presenza del Presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il Presidente dell'Associazione prof. Nicola Oddati ha preentato le linee essenziali del progetto di mostra-museo e di alcuni reperti che vi saranno allocati.
                          
I ricordi dell'Operazione Avalanche del settembre 1943, la più grossa operazione anfibia prima dello sbarco in Normandia del 1944, saranno raccolti nella mostra-museo che per la prima volta trovano una sede a Salerno nei locali della Regione Campania nell'ex Centro di formazione professionale di Via Generale Clark, intitolata proprio al comandante americano delle forze alleate che realizzarono lo sbarco.

All'incontro sono intervenuti anche il prof. Piero Cavallo a nome dell'Università di Salerno, che ha richiamato il ruolo degli storici nella ricerca sugli eventi ed il Presidente 85enne della Associazione Nazionale Partigiani d'Italia della Campania Antonio Moretti che ha ricordato l'importanza del movimento della Resistenza che si è sviluppato in Campania dopo lo sbarco di Salerno  a partire dalle Quattro girornate di Napoli. Dopo il rappresentante della Fonzazione Casse di Risparmio, Cantarella, ha concluso l'incontro Eduardo Scotti segretario generale dell'associazione.
Tra i reperti che saranno esposti, figura anche un carro armato Sherman che potrebbe essere un ottimo deterrente per un opera di formazione alla democrazia ed alla pace delle giovani generazioni che saranno invitate a conoscere l'importanza dell'evento.

lunedì 30 gennaio 2012

LA SCOMPARSA DEL PRESIDENTE OSCAR LUIGI SCALFARO.

LA SCOMPARSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA EMERITO OSCAR LUIGI SCALFARO AVVENUTA IERI ALL'ETÁ DI 91 ANNI, LASCIA UN GRANDE VUOTO TRA GLI UOMINI LIBERI ED I CITTADINI ONESTI.

FU TRA I GRANDI PADRI DELLA  COSTITUZIONE REPUBBLICANA, MAGISTRATO, UOMO POLITICO E DI GOVERNO, IMPEGNATO NELLA PACE ED IL PROGRESSO DELL'ITALIA DA RICOSTRUIRE. CATTOLICO, SEPPE OPPORSI CON FERMEZZA A CHI VOLEVA TRASFORMARE CON DISINVOLTURA LE NOSTRE ISTITUZIONI NATE DALLA RESISTENZA.

HO AVUTO MODO DI INCONTRARLO IN VARIE CIRCOSTANZE: COME SINDACALISTA AL QUIRINALE, IN UN MOMENTO DIFFICILE; DURANTE LA VISITA UFFICIALE AL COMUNE DI SALERNO, COME ASSESSORE DELLA PROVINCIA. EVENTO CHE VOLLE PROLUNGARE INCONTRANDO ANCHE I GIOVANI DELLA COMUNITÁ LA TENDA A GIOVI, RIMASTO STRAORDINARIO PER LE SENSIBILITÁ MANIFESTATE.   
TUTTI MOMENTI ECCEZIONALI COME ECCEZIONALE ERA IL PERSONAGGIO!

IL SUO ESEMPIO DI VITA E LA TESTIMONIANZA DEL SUO IMPEGNO MORALE E CIVILE, COSTITUISCONO UN SOLIDO PATRIMONIO DELLA NOSTRA STORIA NAZIONALE E SONO DI GRANDE VALORE PER I GIOVANI ITALIANI DI OGGI CHE PENSANO DI COSTRUIRE UN NUOVO AVVENIRE DI PROGRESSO SOCIALE E CIVILE NEL FUTURO PER IL NOSTRO PAESE.

venerdì 27 gennaio 2012

LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Oggi é  la giornata della memoria!
In tutto il mondo e soprattutto in Europa viene ricordato l'Olocausto e le sue vittime, e  l'odissea di tanti cittadini che subirono, soprattutto negli anni della seconda guerra mondiale, persecuzioni e deportazioni: ebrei, antifascisti, partigiani, militari internati dopo l’8 settembre 1943, lavoratori coatti, tanti popoli di etnie minori.

PER COSTRUIRE UN MONDO DIVERSO E UNA EUROPA DIVERSA, NON DIMENTICHIAMOCI MAI DI CIÓ CHE É SUCCESSO.
DIAMO UN FUTURO ALLA MEMORIA ! 

"se comprendere é impossibile, conoscere é necessario"  Primo Levi

guarda i link:  http://www.lager.it/picture.html#top
                      http://www.storia900bivc.it/indexnet.html 

giovedì 29 dicembre 2011

LE MILLE LUCI DELLA GRAND PLACE DI BRUXELLES.


La visita alla Grand Place di Bruxelles rappresenta sempre un momento entusiasmante della conoscenza della cittá, sia per l'incontro palpabile tra le tante culture che si miscelano con quella complessa (vallona e fiamminga) di una cittá simbolo, divenuta nei fatti la capitale, che per la bellezza straordinaria di una delle piú belle ed  antiche piazze d'Europa.
A volte anche per noi italiani la visita alla Grand Place costituisce una piacevole scoperta, nonostante la conoscenza di tante e stupende antiche piazze del nostro Paese.
La Grand Place ristrutturata verso la fine del XIX secolo,  rappresenta un esempio importante di salvaguardia del prestigio e del ruolo di una piazza che ha avuto ed ha una importanza enorme nello sviluppo e nella capacitá attrattiva di Bruxelles e del Belgio.
Il suo restauro, che cominció a prendere forma per iniziativa del sindaco Charles Buls e per l'opera dell'architetto Victor Jamaer, ha costituito un elemento fondamentale non solo della rinascita della piazza stessa, ma di tutta la cittá nel tempo.
In questo periodo di presenza a Bruxelles, stiamo vivendo la profonda energia che trasfonde la  Grand Place, attraverso la vivace illuminazione natalizia del superbo edificio neogotico Palazzo del Comune (l'Hotel de Ville) e di quelli circostanti, che coinvolge le migliaia di turisti e cittadini presenti.

BUON ANNO DA BRUXELLES

lunedì 28 marzo 2011

"FARE GLI ITALIANI": LA FIDAPA RIFLETTE CON GIOVANNI DE LUNA A BATTIPAGLIA.

150 anni dopo la costruzione dello Stato è ancora tutto aperto il problema di fare gli italiani e riscoprire il valore della nazione. Il tema ha tanta forza che riesce a far ritrovare insieme molte persone sensibili a riflettere un'intera domenica pomeriggio con il prof. Giovanni De Luna nella Sala Conferenze del rinnovato Comune di Battipaglia per fare un bilancio di 150 anni di storia. Onori di casa del Sindaco dott. Giovanni Santomauro e della Presidente della FIDAPA Maria Pia Cucino.

Il tema dell'incontro è stato introdotto da Lucilla De Luna Rago Responsabile Area Arte e Cultura della Fidapa. Giovanni de Luna battipagliese di nascita, professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Torino, ritrova piacevolmente il suo ambiente naturale, per introdurre i cambiamenti e le trasformazioni che sono avvenute negli ultimi anni nella conduzione della Presidenza della Repubblica che da Pertini in poi si è caratterizzata per la capacità di migliorare e qualificare il rapporto della massima istituzione, con le varie popolazioni del nostro Paese. Dall'autentica novità di questi anni, il prof. De Luna analizza nel sua maniera piacevole ed affabulante, il percorso del tempo attraversato nei 150 anni di Storia del nostro Paese, senza dimenticare il ruolo ed il valore dei bersaglieri a Porta Pia, fino alle inculture della lega, richiamando anche la mostra di Torino "Fare gli Italiani" alle Officine Grandi Riparazioni di cui è stato il curatore scientifico insieme a Walter Barberis. Gli applausi della platea e i numerosi interventi che hanno dato vita ad un fecondo e vivace dibattito, testimoniano la perfetta riuscita della manifestazione e l'importanza del tema scelto che, anche con questo dibattito, lascia tracce importanti specie per la popolazione giovanile della città sempre alla ricerca di motivi identitari, particolarmente dei valori nazionali.
il prof. Giovanni De Luna durante il suo intervento al Comune di Battipaglia


lunedì 29 novembre 2010

"IL RUOLO DEI CONFINATI POLITICI A EBOLI E NEL SALERNITANO" IN UN INCONTRO AD EBOLI.

Importante manifestazione letteraria organizzata da Il giornale di Eboli dell'editore Benito Ingenito, con il patrocinio del Comune di Eboli, si è tenuta Sabato 27 novembre 2010 presso la Scuola “G. Romano” di Eboli.
La presentazione dei libri "CRISTO SI E' FERMATO A EBOLI?" di Fabio Ecca e "PRIMA CHE ALTRO SILENZIO ENTRI NEGLI OCCHI" di
Ubaldo Baldi.I due libri analizzano l'uno il problema dei confinati politici, le loro storie e le loro sofferenze con riferimento ai problemi delle loro famiglie. L'altro quello di Baldi ricostruisce con accuratezza la partecipazione salernitana al movimento partigiano nel nostro Paese con particolare riferimento alla situazione ebolitana dopo lo sbarco anglo-americano.
Presenze di eccezione il prof. Giuseppe Cacciatore (immagine a sinistra)Direttore del Dipartimento di Filosofia “A. Aliotta” dell’Università “Federico II” di Napoli ed il prof. Vittorio Dini, Direttore del Dipartimento dell’Università di Salerno di Sociologia e Scienza della Politica . I due relatori hanno svolto contributi rilevanti sulle questioni poste dai due autori.
Il prof. Giuseppe Manzione ha introdotto con un contributo sulla partecipazione della città di Eboli nella costruzione del movimento democratico del dopoguerra.
L'incontro che aveva come tema "l'Antifascismo e la Resistenza: il ruolo dei confinati politici a Eboli e nel salernitano", cooordinato dal dott. Antonio Lioi redattore del "Giornale di Eboli, è stato poi concluso dal Sindaco di Eboli avv. Martino Melchionda.
il tavolo del convegno mentre parla il prof. Vittorio Dini e un momento dell'intervento del dott. Ubaldo Baldi

venerdì 19 novembre 2010

23 NOVEMBRE 1980-2010: IL TERREMOTO TRENT'ANNI DOPO.

LA STORIA ATTRAVERSO LE CARTOLINE: IL TERREMOTO DEL 1980.


Sono già passati trent'anni. Sono passati solo trent'anni!
Il terremoto del 1980 è rimasto nel cuore e nella testa delle nostre genti. Nonostante tutti i tentativi di rimozione. Nonostante le polemiche con le quali hanno cercato, in tutti i modi, di distruggere il clima di solidarietà che caratterizzò quel momento importante della Storia italiana. Ancora oggi si nota come si cerchi di evitare di dire o di far dire la verità su quel difficile e straordinario momento della nostra storia.
Non vale neanche la pena di rivangare le tante bassezze che abbiamo incontrato in questi trent'anni. Sarebbe bello poter vedere solo i progressi che pure tante realtà locali sono riuscite a realizzare. Purtroppo però, basta guardare quanto sta accadendo in questi giorni, per verificare come l'interruzione dell'interesse pubblico verso questa grande parte dell'Italia, si sia tradotto in mancati interventi verso il territorio, i cui effetti deflagranti sono infine riscoppiati. Le alluvioni, le esondazioni, gli smottamenti, la mancanza d'acqua nelle case, ci hanno riportato alla drammaticità di quei giorni difficili (ed indimenticabili per la grande solidarietà attorno a noi) aggravati dalla nuova emigrazione di giovani cervelli, le nuove immigrazioni, e i complessi problemi sociali che stiamo vivendo: dimostrazione palese del disinteresse verso quella che doveva essere la "rinascita" delle aree terremotate. Un territorio grande quanto il Belgio.
Vi ripropongo il terremoto! Per non dimenticare un pezzo importante della nostra memoria.
Lo faccio naturalmente a modo mio! Attraverso le cartoline. Con alcuni pezzi di una interessante rassegna che sono riuscito a raccogliere nel tempo, girando tante realtà locali e scoprendo tanti valori attraverso la sensibilità di amministratori locali o l'attenzione di collezionisti appassionati. Esse rendono bene l'idea della tragedia, dei drammi, dei lutti, delle difficoltà, ma anche del riscatto e dei progressi che le popolazioni terremotate sono state in grado di realizzare con il sostegno solidale che attorno a loro si andò realizzando.
GERARDO GIORDANO
SANTOMENNA (Sa)
si ha una visione della distruzione generale...
RICOSTRUIAMO SANTOMENNA - RITORNATE
serie fotografica 2/12 di Alessandro Figurelli per Santomenna terremotata..
SANTOMENNA (Sa)
Si monta il primo prefabbricato (volontari Ticino 80)
mentre si progetta il consolidamento degli edifici rimasti in piedi
RICOSTRUIRAMO SANTOMENNA - RITORNATE
serie fotografica 11/12 di Alessandro Figurelli per Santomenna Terremotata
Radio Popolare di Lioni
ha costituito nei primi tempi dopo il sisma un punto essenziale di riferimento per comunicare il terremoto
SANT'ANGELO DEI LOMBARDI
A VENT'ANNI DAL TERREMOTO
PIAZZA DE SANCTIS
Arti Grafiche 2000 Montella (Av)
SANT'ANGELO DEI LOMBARDI
A VENT'ANNI DEL TERREMOTO
LA CATTEDRALE
Arti Grafiche 2000 - Montella (Av)

venerdì 24 settembre 2010

11 SETTEMBRE 2001 - 2010: LA STORIA ATTRAVERSO LE CARTOLINE !

IMMAGINI DI TOM WACHS E DI FEMA EDITE DA CITY MERCHANDISE - USA

mercoledì 28 aprile 2010

PRESENTATO A SALERNO IL NUOVO LIBRO DI UBALDO BALDI.

Il movimento democratico salernitano deve essere grato a Ubaldo Baldi per il lavoro che emerge dal suo nuovo libro.
"Prima che altro silenzio entri negli occhi": Storie di salernitani dall'Antifascismo alla Resistenza: Perseguitati, Partigiani, Ribelli e Combattenti per la liberazione, costituisce un tentativo, finalmente organico, di far conoscere nel dettaglio il senso e la dimensione della partecipazione dei salernitani alla lotta partigiana e alla Resistenza. E' la prima volta che si riesce ad avere un opera esaustiva di tutti i fatti e degli eroi salernitani che hanno preso parte a vari ed importanti eventi.
un momento della presentazione del libro
Il libro, edito come Quaderno dell'Istituto Galante Oliva, di cui Ubaldo Baldi è il direttore scientifico, è stato presentato il 23 aprile, nel salone della CGIL di Salerno ed ha visto come partecipanti e protagonisti Anselmo Botte per la CGIL, il prof. Peppino Vitiello dell'ANPI e il giovane storico prof. Alfonso Conte. I contributi appassionati che sono emersi nel dibattito hanno rivelato anche le difficoltà dell'attuale momento in cui sono continuamente messi in discussione proprio i valori fondamentali dell'Antifascismo e della Resistenza. Lo stesso Presidente della Provincia di Salerno, non poco clamore ha provocato in questi giorni per il suo intervento polemico sulla questione.
Intervenendo successivamente l'On. Tommaso Biamonte per ringraziare il dott. Ubaldo Baldi, (nella foto a fianco) per il lavoro realizzato, ha invitato tutti alla mobilitazione per il prossimo 25 aprile.
un aspetto della sala durante il convegno: in primo piano la signora Angela Cacciatore

lunedì 12 aprile 2010

DOLORE E PREGHIERE PER LA TRAGEDIA DELLA POLONIA !

Mi sono interrogato numerose volte, in queste ultime ore, sugli eventi che si sono susseguiti attorno alla scomparsa del Presidente della Polonia Kaczynski, di sua moglie e di una parte rilevante della classe dirigente polacca.
Mi sono chiesto quale significato nel disegno di Dio potrebbe esserci nella caduta di un aereo che sta portando la classe dirigente di Stato di un intero Paese, a commemorare per la prima volta insieme ai russi, l'agghiacciante eccidio di 22.000 ufficiali a Kathyn.
E non riuscendone a comprendere la trama, mi sono lasciato nel mio sconcerto...
Non possiamo tralasciare l'evento tra le tante cose che accadono nella Storia dell'Umanità e lasciarlo scorrere come se non fosse successo niente. Dovremmo fermarci un momento per riflettere su quante cose importanti ed inimmaginabili siano accadute in poche ore!
Personalmente sono stato sempre attento alle cose della Polonia.
Non solo perchè ad un certo punto della vita, ho incontrato sulla nostra strada, come tanti di noi, uno straordinario Papa polacco come Giovanni Paolo II. Ma dopo le rivolte dei cantieri di Danzica nell'agosto del 1980 e la scoperta di una grande movimento sindacale come Solidarnosc, tanti punti di riferimento della mia generazione di sindacalisti, ne uscirono trasformati e migliorati.
Da allora tante cose sono cambiate e la vita stessa dell'Europa è cambiata !
Come a tanti, mi è capitato l'onore anche di poter stringere la mano a Lech Walesa e poi cercare di conoscere aspetti della realtà sociale di questo grande paese europeo.
Il dolore per una tragedia così grande, ci impegna al rispetto di un lutto in religioso silenzio e senza parole.
GERARDO GIORDANO

lunedì 9 novembre 2009

LA CADUTA DEL MURO.

LA STORIA ATTRAVERSO LE CARTOLINE ...1989 - Cartolina di Claudia Katz-Palme - Berlin
Berlin Adalbertstasse - Foto di Pierre Adenis
Cartolina di Sworonski & Koch Verlag - Berlin

domenica 8 novembre 2009

EXPOSCUOLA ACCOGLIE GIORGIO OLMOTI.




Nel segno dell’originalità si è sviluppato il primo incontro nell’Area Eventi del Village EXPOSCUOLA il salone della formazione euromediterranea della provincia di Salerno. Sul palco Giorgio Olmoti, storico ed esperto di relazione tra storia e media, e Gerardo Zambrano, voce del gruppo “I Cosmorama”: un itinerario tra storia e musica, che ha ricostruito nel suo ultimo libro "CANTASTORIA Cinquant'anni della nostra storia attraverso lo canzoni" gli ultimi 50 anni della vicenda italiana.
“Non mi preme tanto sapere – ha detto Olmoti rivolgendosi alla platea di studenti – se vi piace la storia, ma piuttosto capire se avete inteso che la storia vi riguarda”. Riflessioni alternate ad alcuni pezzi musicali diventati icone dei decenni attraversati dal racconto dello storico. Le note e i testi delle canzoni diventano così veicolo di apprendimento per i ragazzi: “La storia – ha continuato Olmoti – passa attraverso i versi. Così come la politica passa attraverso le canzoni, e non necessariamente deve essere una bandiera schierata, ma può anche essere riflessione sui tempi che corrono”.
Infine, incontrando il Presidente della BIMED Avv. Tommaso Maria Ferri e il Presidente Circoscrizionale dei Lions Gerardo Giordano (nella foto piccola),, una considerazione sul senso dell’esperienza di Exposcuola: “mi sembra un veicolo nuovo per trasferire informazioni. Ben vengano dunque le iniziative che contribuiscono a costruire un linguaggio coerente con la contemporaneità”.
In platea anche i senatori Alfonso Andria, che dieci anni fa tagliò il nastro della prima edizione di Exposcuola, e Antonio Paravia.

mercoledì 8 aprile 2009

1969-2009 QUARANTA ANNI DOPO I FATTI DI BATTIPAGLIA !

Quaranta anni dopo i fatti di Battipaglia del 9 aprile 1969 continuano a fare discutere !
In questi ultimi giorni articoli e dibattiti riprendono la questione, molto controversa, dell’eccidio con due morti, Teresa Ricciardi e Carmine Citro, conseguente ad una rivolta determinata dal tentativo di chiusura dello zuccherificio e la preannunciata prossima chiusura del tabacchificio S. Lucia, in un contesto di forti riduzioni di attività economiche nel settore dei conservifici e di gravi compressioni dell’occupazione.
Gli eventi di quel difficile periodo, hanno trovato, poi, in una successiva fase di sviluppo tumultuoso e non programmato, un approdo controverso che non sempre è stato “condiviso” dalla intera comunità battipagliese, nonostante esso abbia assicurato comunque, una forte crescita urbana e dei settori produttivi, anche molto innovativi. Tale sviluppo, ha costituito per Battipaglia, una opportunità certamente molto particolare tra le cittadine meridionali con forte vocazione imprenditoriale e un necessario bisogno di allargare il proprio bacino occupazionale.
Lo sviluppo economico anche in settori innovativi, che è stato determinato negli anni successivi, presupponeva però, la costruzione di una “politica industriale” locale che consentisse il consolidamento di quanto poi era stato positivamente realizzato.
Purtroppo non è stato così !
Le successive crisi di adeguamento tecnologico, l’ammodernamento dei settori meno avanzati, l’esplosione della piccola e media impresa ed il forte consolidamento della imprenditoria agricola della Piana del Sele, non hanno trovato una classe politica dirigente, e diligente, come la situazione richiedeva.
E’ mancata la capacità di affrontare la situazione con sufficiente forza e con una strategia in grado di individuare e costruire prospettive di attrattività di nuovi capitali e nuove energie e una necessaria moderna infrastrutturazione, per mettere a frutto tutte le potenzialità che la situazione aveva fatto comunque emergere.
Anche le positive realizzazioni infrastrutturali ed il sostegno alle imprese: politiche perseguite attraverso l’azione concertata del Patto Territoriale Sele Picentino con le amministrazioni locali e le associazioni imprenditoriali, dell’ancora più positivo Patto per l’Agricoltura e la Pesca, non hanno trovato un’accorta considerazione dei soggetti locali interessati ai temi dello sviluppo e del lavoro.
Sono noti i ritardi di Battipaglia in questa importante e unica esperienza realizzata nell’Area.
Permane quasi un continuo e permanente difetto di azione pubblica derivante, forse, da quella esperienza di singolare ribellismo meridionale che ha segnato, speriamo non irrimediabilmente, la storia di questa comunità.
Oggi Battipaglia si trova di nuovo ad un bivio, dopo circa quindici anni di disordine amministrativo, le prossime elezioni di giugno 2009 possono costituire un elemento di svolta e di trasformazione di un modello che non ha retto alle prove dei tempi.

GERARDO GIORDANO
leggi l'articolo scritto dieci anni dopo (1979) su Conquiste del lavoro ed altre cose sui fatti, pubblicati dall'Istituto Galante Oliva di Nocera Inferiore (Sa), su: