Sono tra quelli che sono andati a Milano
per visitare EXPO 2015. Anch’io in una
splendida giornata di sole ottobrino milanese, mi sono ritrovato insieme a mia
moglie Luciana, nella immensa partecipazione di questa grande kermesse internazionale
che si è svolta nel nostro Paese.
Non ci sono parole per definire le emozioni
che si sono scatenate! Eppure non è la mia prima expo a cui partecipo. Anche
Lisbona, anni fa, fu uno straordinario centro di meraviglie e progresso,
tuttavia Expo Milano 2015, è stata una prova di emozioni molto più profonde e
forti. Non solo perché si è svolta nel nostro Paese; anche per la estesa
partecipazione internazionale dei tanti paesi espositori con i loro
strabilianti padiglioni e poi degli straordinari e numerosi visitatori.
Pareva che dovesse essere un fallimento:
invece si è rivelata un grande successo...
Forse lo spettacolo più bello e interessante è
stato costruito proprio dalla gente che vi ha partecipato e preso parte. Il
gran vociare festante e l’allegria di una moltitudine di giovani e giovanissimi
che si mischiava volentieri con altre persone di ogni dove e di ogni età, ha
reso più piacevoli le difficoltà di un affollamento inverosimile.
Ma mi ha veramente impressionato il
sentimento diffuso verso la scoperta di cose nuove (le enormi file per accedere
ai padiglioni dei paesi ospiti, per non dire di quelli italiani) e la disponibilità
e l’interesse verso le proposte degli altri: uno sforzo evidentemente per
avvicinare culture e realtà di popoli non conosciuti. Gli “altri”, appunto,
dove e come vivono, e di cosa vivono e cosa mangiano.
Mettere il cibo al centro dell’attenzione
è stata una mossa vincente, soprattutto per il nostro Paese uscito vittorioso
da questa prova su cui ha pesato anche la storia e la tradizione italiana nella
produzione di tanti prodotti alimentari e l’esperienza nella gastronomia ormai
conosciuta in tutto il mondo per il suo valore e la qualità, a partire proprio
dalla dieta mediterranea che in questi giorni viene costantemente richiamata
come uno stile di vita antico ma sempre valido.

La città di Milano esce da questa
straordinaria avventura, molto rafforzata per la determinazione a realizzare
l’evento ma anche per l’organizzazione e la disponibilità all’accoglienza. Dal
sistema pubblico dei trasporti, agli hotels e alla ristorazione, e poi il mondo
della cultura, ile mostre ed i musei, quello che non avrei mai immaginato era
avere una Milano città turistica.
Già da tempo la città si stava preparando
a questo evento con un nuovo ruolo e soprattutto una trasformazione del proprio
modello urbano. Expo ha contribuito enormemente all’ammodernamento della città
e di tanti suoi luoghi tipici. Uno sforzo enorme che ha avuto una funzione
decisiva per la buona riuscita
dell’evento.
Ne è emersa una forte cultura
organizzativa che non ha sembrato dare spazio all’improvvisazione e alle scelte
occasionali.
GERARDO GIORDANO